Documento PD su Tares: una tassa ingiusta già di per sé….

 

Si tratta, a ben vedere, di una tassa ingiusta perché comporta un aumento spropositato della contribuzione a carico dei cittadini, secondo parametri non legati al reddito e senza idonei elementi di mitigazione come, ad esempio, meccanismi premiali legati alla quantità di rifiuti che si producono.

 

Il fatto di non legare la tassa alla quantità di rifiuti prodotta comporta inevitabilmente un allontanamento dall’orizzonte della tariffazione puntuale, che dovrebbe costituire il principio guida della tassa intesa come corrispettivo di un servizio. Il rischio è quello di disincentivare la raccolta differenziata (peraltro mai partita!!) con un conseguente aumento dei costi di smaltimento ed un aggravamento dell’emergenza ambientale, già ben oltre la soglia di guardia.

 

A rendere poi il tributo ancora più iniquo ed “indigesto”, c’è la circostanza che, nella voce dei costi comuni, a Siderno, sono stati inseriti “crediti inesigibili” per gli anni 2006 e 2007, per un importo complessivo di €. 381.794,34. In altre parole, i cittadini virtuosi, che già pagavano la tassa prima, si trovano a dover pagare le annualità 2006 e 2007, anche per quei cittadini che non hanno mai pagato il servizio ed in generale per i crediti che l’Ente non riesce a riscuotere.

 

Quest’ultimo aspetto è, in effetti, semplicemente inaccettabile. l’Ente deve adoperarsi a riscuotere i crediti da parte di chi non paga, invece di spalmare queste somme sui contribuenti onesti. Ciò è quanto impongono non solo l’Organo di revisione ma, prima ancora e soprattutto, la legge e la Carta Costituzionale, quando stabiliscono i principi di legalità e trasparenza dell’azione amministrativa. Principi fondamentali e non derogabili solo per esigenze di cassa.

 

Inoltre, come avevamo già fatto presente ai commissari nel mese di luglio, quando il regolamento TARES era ancora in itinere, sarebbe stato opportuno inserire, rispetto a degli oneri che di fatto si configurano più come imposte che come tasse, dei meccanismi di detrazione o deduzione a beneficio di particolari categorie di cittadini e delle famiglie numerose, anche per non incentivare il fenomeno della c. d. “evasione di sopravvivenza”.

 

In conclusione: al fine di raggiungere un’accettabile armonizzazione tra le esigenze di entrata dell’Ente e quelle dei cittadini, già troppo vessati dalla pressione fiscale, chiediamo una maggiore elasticità nelle scadenze, con la possibilità di rateizzare i tributi senza l’applicazione di sanzioni ed interessi a chiunque ne faccia richiesta.

 

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