PD SIDERNO:"Sì alle Primarie di coalizione! Non accettiamo alcun tipo di condizionamento che non sia espressione della volontà dei cittadini!"

In merito alla nota stampa diffusa lo scorso 2 gennaio a firma del senatore Pietro Fuda, desideriamo precisare che non corrisponde al vero che ci sia stata solo una riunione informale tra il PD, il Centro democratico e Siderno Libera. Al contrario, ci sono stati diversi incontri e comunicazioni, anche via sms, con i rappresentanti del centro democratico, ed in quelle occasioni sono state assunte precise ed univoche risoluzioni comuni.
Ciò che viceversa non è stato assolutamente concordato ma, al contrario, deciso a tavolino, senza passare per un qualsiasi tavolo di concertazione aperto, è il documento con cui l’ing. Fuda ha “comunicato” tanto alla coalizione che lo dovrebbe sostenere, quanto alla cittadinanza sidernese, di essere già il “candidato a sindaco”.
Ferma la stima personale nei confronti di ognuno dei firmatari, non riteniamo che ventinove sottoscrizioni possano rappresentare globalmente una comunità di oltre 18.000 abitanti.
In realtà, tutta la storia del documento e della sottoscrizione civica non sembra altro che un modo per accelerare i tempi e mettere tutta la potenziale coalizione di fronte al fatto compiuto.
A costo di rischiare di passare per ingenui, riteniamo giusto e doveroso che ai cittadini di Siderno si dicano le cose in maniera più diretta e sincera.
Come Partito Democratico non abbiamo alcuna riserva, né personale né politica, nei confronti del senatore Fuda, se così fosse non avremmo accettato di far parte di una coalizione di cui fa parte anche il Centro Democratico, ma come forza che, dal 2009, ha sempre (ed in maniera continuativa) operato per il bene e l’interesse dei sidernesi, non possiamo non stigmatizzare un atteggiamento che, per modi, tempi e scelte comunicative, ci sembra poco corretto e certamente non consono allo spirito unitario che la candidatura unica vorrebbe rivendicare.
I rappresentanti di PD CD e Siderno Libera si sono riuniti, in maniera legittima ed ufficiale, ed hanno formalmente fissato la data per la presentazione delle candidature per le primarie.
Se poi, il senatore Fuda, si ritiene al di sopra ed al di fuori delle esternazioni del segretario locale del suo stesso partito, non può pretendere che anche il PD e Siderno Libera si adeguino a questa linea di condotta.
Il rifermento al centro sinistra sidernese, contenuto nel comunicato diffuso a seguito della riunione del 29 dicembre, deve intendersi ovviamente senza pretese di esaustività, rappresentativo delle sole forze firmatarie, dato che ogni partito o formazione politica non può rappresentare che se stessa ed i propri iscritti. Inoltre, le tre forze firmatarie, fino a quel momento, rappresentavano le uniche forze strutturate di centro sinistra attive sul territorio di Siderno, dal momento che Sel, alla data della riunione, ancora non era entrata ufficialmente a farne parte (anzi, per la precisione, è stato solo nella tarda mattinata del 2 gennaio che l’On. Gianni Nucera ha comunicato che a Siderno era stata costituita una rappresentanza di Sel e che il referente di zona era l’ing. Panetta. Prima della nota ufficiale del due gennaio, Sel, come partito politico, a Siderno non esisteva, se non per la presenza personale del candidato locale alle regionali, il quale, però, a livello personale, aveva sempre ufficialmente sostenuto di voler restare fuori dalla fase politica riguardante le elezioni comunali (ma tant’è…).
In ogni caso,  prendendo per buona, e speriamo definitiva, l’ultima, ennesima, sofferta decisione di ri-discendere in campo, non appena vi è stata l’ufficializzazione, l’Ing. Panetta è stato tempestivamente contattato.
Tuttavia, a prescindere dalla presenza di Sel, la strada delle primarie (o di una qualsiasi forma equipollente di votazione) diventa una scelta obbligata ogni qual volta, all’interno di una coalizione o di un partito, non vi sia la totale convergenza su di una figura unitaria.
La precisazione contenuta nel comunicato diffuso lo scorso 2 gennaio dal senatore Fuda appare fuori luogo ed irrispettosa, sia nei confronti degli alleati politici che degli elettori, comunque, ribadiamo, molto poco rispondente a quello spirito unitario che la discesa in campo dell’ing. Fuda dovrebbe in qualche modo consolidare e sicuramente non in linea con le reali e contingenti necessità di una cittadina importante come Siderno.
Per quanto ci sforziamo, proprio non riusciamo a capire quali problemi potrebbe creare, a chi si candida a guidare un Comune come Siderno, il fatto di fare delle semplici primarie di coalizione.
Anche l’argomentazione relativa all’insostenibilità del contributo di un euro in tempi di crisi, ci sembra a dir poco surreale, stiamo parlando del costo di un caffè al bar, e la semplice idea che questo possa mettere seriamente in difficoltà una famiglia, o un singolo cittadino, francamente la troviamo quasi offensiva per l’intelligenza dei sidernesi…
La realtà che emerge i tutta la sua cruda evidenza, è che le primarie, in realtà, non piacciano a quanti sono stati abituati da sempre, e preferiscono tutt’ora, decidere il futuro degli in altri in maniera riservata, a tavolino, senza coinvolgere la base e senza mettersi in discussione.
Noi però rappresentiamo una forza che è democratica per cultura e vocazione, e non possiamo in alcun caso tralasciare il concetto che deve essere la coalizione ad esprimere il candidato e non il candidato ad imporsi alla coalizione.
Non riusciamo a spiegarci l’urgenza di decidere il candidato che rappresenti tutto il centro sinistra sidernese e parte della società civile, in modo così ristretto e settario, senza nessun tipo di confronto aperto, quando ancora non è stata decisa neppure la data delle elezioni.
Il Partito Democratico si dichiara pronto a sostenere chiunque dovesse risultare validamente legittimato da una volontà popolare espressa in modo democratico e trasparente ma, con altrettanta risolutezza, non si dichiara disposto ad accettare alcun tipo di condizionamento che non sia espressione della volontà dei cittadini, ma il frutto di un modo di fare politica ormai vecchio, superato e comunque non più accettabile.

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