PD SIDERNO: "Importante rendere più agevole l'accesso delle donne nelle istituzioni!"

In Italia, dal Quirinale ai Comuni, è “rosa” il 19,7% dei ruoli elettivi o di nomina. In Europa, i primi ministri donna sono quattro mentre in Svezia gli uomini al Governo sono in minoranza.


Secondo alcuni sondaggi, l’Italia è un paese che è arrivato tardi a porsi il tema della rappresentanza di genere nelle proprie istituzioni. Le donne hanno partecipato alle lotte di liberazione dal nazifascismo e ottenuto nel 1946 il diritto di voto, negli anni ’60 e ’70 il movimento femminista ha contribuito al cambiamento della società italiana, all’introduzione di leggi innovative (divorzio, interruzione di gravidanza, diritto di famiglia, servizi sociali). Da allora, e soprattutto negli ultimi anni, sono stati compiuti passi avanti significativi, ma la strada da percorrere è ancora lunga.


Dal 1948 ad oggi, la Legislatura attuale è quella con la maggior presenza femminile in Parlamento (30%) ed il Governo di Matteo Renzi “vanta” il maggior numero di donne ministro (50%).


Al contempo, però, la disparità fra uomo e donna in politica si accentua quando gli incarichi sono più prestigiosi.


Si tratta di sensibilizzare su questo tema l’opinione pubblica, modificando una cultura politica che, ancora oggi, considera l’uomo il legittimo protagonista della gestione dello Stato.


In più, occorrono delle misure concrete che promuovano la partecipazione politica delle donne giacchè proprio nelle logiche e nelle modalità della rappresentanza politica, risiedono ancora degli ostacoli che rendono meno agevole l’accesso delle donne nelle istituzioni.


V’è da dire, tuttavia, che, a livello locale, la presenza femminile è decisamente consistente e cresce moderatamente il numero delle donne presenti nelle Regioni e nelle Province, mentre nei Comuni si registra una significativa partecipazione femminile.


Della politica la donna ha un senso molto forte: la maggioranza ritiene di essere spinta da un dovere civico, che la politica è un sostantivo femminile, che per fare politica bisogna essere preparati e che essa, nonostante sia strutturata per gli uomini, è tuttavia compatibile con la vita delle donne.


La donna vuole essere presente in politica, vuole che le decisioni siano prese democraticamente da entrambe le parti ed è certo che la loro presenza rende meno aspro l’agone e più umana e riflessiva la risoluzione dei problemi della collettività.


Ma per entrare in politica la donna deve trovare particolari agevolazioni nei servizi sociali che la rendano più libera dalle sue incombenze familiari, domestiche e professionali. Solo così potrà profilarsi una gestione paritaria fra uomini e donne del bene comune.

La presenza della donna in politica apporta quell’approccio del tutto personale, tipico del mondo femminile, prettamente programmatico, perché è noto che le donne sono molto concrete nella gestione della “res publica” e determinate nel realizzare gli obiettivi che si prefiggono.


Ed è quindi, con azioni positive svolte dai partiti per favorire la candidatura e l’elezione delle donne, sostenendole in campagna elettorale, rendendole più visibili agli elettori e coadiuvandole nell’espletamento delle loro funzioni e del loro mandato, che le donne potranno essere più presenti nella vita politica.


Volendo attingere dal noto film “Qualunquemente” di Antonio Albanese, si può davvero ritenere, che “Le donne che devono entrare in politica, è la politica che deve entrare nelle donne”, pur depurando la frase dalla comicità che connota la citata pellicola, la frase rende perfettamente il senso dell’impegno femminile in questo strano mondo della politica.


Perché solo le donne possono comprendere il dramma delle vittime di violenza, delle donne prive di vite dignitose e sicure, delle donne che si privano di tutto pur di garantire il sostentamento alla famiglia, che assistono i mariti depressi rimasti privi di lavoro, che subiscono ogni altra forma di sopruso e sfruttamento, che partoriscono in mare, in disperati viaggi della speranza e che si trovano nel gradino più basso della società. Perché solo le donne possono veicolare verso i partiti e la politica tutto ciò, consentendo l’adozione delle misure più opportune.


E’ per questo che le donne del Circolo del Partito Democratico di Siderno rivendicano con forza il proprio senso di appartenenza, condividendo l’esortazione a progettare da donne un paese più vivibile.


Auguri.


PARTITO DEMOCRATICO SIDERNO

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Commenti: 3
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